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Foniatria

La scienza a supporto del linguaggio

Il foniatra si rivolge ai pazienti affetti da alterazioni della voce (parlata o cantata) e della deglutizione, da difficoltà di articolazione dei suoni (fonoarticolazione) e da disturbi del linguaggio che possono verificarsi in età evolutiva o essere causati da problemi neurologici o da sordità.

Il percorso terapeutico è introdotto da una prima visita specialistica, nella quale viene analizzato il quadro clinico del paziente anche con l’ausilio di esami obiettivi, come la fibrolaringoscopia (voce e deglutizione vengono in questo caso osservate attraverso una micro-telecamera introdotta nelle vie aeree).

Sulla base dei riscontri ottenuti nella prima visita, possono essere consigliate sedute di riabilitazione logopedica. Le tecniche e gli esercizi utilizzati dal reparto sono molteplici.

Alla fine del ciclo terapeutico, il paziente è sottoposto a una nuova visita foniatrica.

L’attività del reparto di Foniatria e Logopedia dell'I.R.I. è svolta dal Dott. Attilio Covino, per la parte dedicata alla foniatria, e dalla Dott.ssa Francesca Dragoni e Valeria Righel, per la logopedia.

Le visite e le sedute di riabilitazione sono erogate in regime privato.

Logopedia

“Comunque ci si sforzi, non si può non comunicare”
Paul Watzlawick, Janet Helmick Beavin, Don D. Jackson, Pragmatica della comunicazione, 1967.

La logopedia è una branca della medicina riabilitativa che si occupa della prevenzione, valutazione e cura delle patologie del linguaggio, della comunicazione, dell’apprendimento, della voce e della deglutizione in soggetti pediatrici, in età adolescenziale, adulti e geriatrici.

Essa si avvale di competenze e strumenti riabilitativi di ordine tecnico-scientifico, partendo da un approccio relazionale, un approccio cioè che guarda alla persona nella sua interezza e globalità mettendola al centro del processo di cura.

DSL - Disturbi specifici del linguaggio

Alterazione della sola funzione linguistica

Un esempio su tutti il disturbo fonetico-fonologico(uno dei più comuni), una alterazione della quantità e della qualità dei suoni che produce il bambino che molto spesso rende il linguaggio inintellegibile.

Questi disturbi vengono definiti specifici in quanto sono caratterizzati dalla sola alterazione della funzione linguistica, e in forma primaria, cioè non conseguente ad altri eventi o patologie.

Disturbi secondari del linguaggio

Conseguenti ad altri deficit

Perché si definiscono secondari? perchè a differenza dei primi, questi disturbi sono conseguenti, appunto secondari, ad altri deficit. E per la precisione a: deficit neurologici, cognitivi e sensoriali.

Cosa intendiamo per deficit cognitivi? quello più comune è l’oligofrenia o il ritardo mentale(R.M.).

Esistono vari gradi di R.M. (grave, medio, lieve) ed esso può essere congenito(cioè presente alla nascita, quindi anche di natura genetica o ereditaria) e acquisito(si pensi ad esempio alle ipossie neonatali).

Di questo capitolo fanno parte anche le sindromi genetiche: ce ne sono moltissime e tutte molto diverse fra loro, ma per capire di cosa parliamo citeremo la più famosa che è la sindrome di down, nel cui quadro troviamo fra le tante caratteristiche proprio la presenza di R.M.

Altri deficit a cui conseguono spesso disturbi del linguaggio sono i deficit dell’attenzione, come il disturbo ADHD(disturbo da deficit di attenzione e iperattività).

Cosa intendiamo per deficit neurologici? Tutti i danni e le compromissioni che si verificano a carico del sistema nervoso centrale. Pensiamo ad esempio alle cerebrolesioni infantili, agli attacchi ischemici(o ictus), ai trauma cranici, al coma, alle patologie degenerative del sistema nervoso centrale(sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica, demenze senili, parkinson, alzheimer).

Tutti questi disturbi comportano nelle forme più disparate, in varia misura e in tutte le fasce d’età, disabilità nella comunicazione e nel linguaggio.

Un capitolo a parte è costituito dalle disprassie: sono disturbi della coordinazione e del movimento intenzionale finalizzato, vale a dire sono caratterizzati da difficoltà nella pianificazione e programmazioni di atti motori.

Anche la disprassia può essere primaria o secondaria. Nel primo caso non si conoscono ancora le cause, alcuni autori le attribuiscono ad una immaturità dello sviluppo neuronale del sistema nervoso centrale. La disprassia secondaria, è conseguente ad altri eventi, es. cerebrolesioni.

Ce ne sono di vari tipi: disprassia generalizzata, dell’abbigliamento, degli arti superiori, dello sguardo, della marcia, costruttiva, del disegno ma quella che inficia il linguaggio è la disprassia verbale e quella che va ad inficiare l’apprendimento è la disprassia della scrittura(di solito i bambini con disgrafia grave sono appunto disprassici).

Cosa intendiamo per deficit sensoriali? Deficit relativi alla funzionalità degli organi di senso(udito, vista, tatto etc..).

Pensiamo alla sordità: essa può essere a seconda delle cause che la determinano, ereditaria( quest’ultima rappresenta circa il 60% di tutte le sordità infantili), sindromica(legata cioè ad altre manifestazioni patologiche, acquisita(ad esempio da infezioni virali in fase prenatale o da problemi postnatali); può essere a seconda dell’entità, lieve, media o profonda; a seconda del distretto dell’apparato uditivo colpito trasmissiva o neurosensoriale; e infine, a seconda se sia solo relativa ad un orecchio o due, monolaterale o bilaterale.

Insomma parliamo di quadri clinici piuttosto eterogenei, ma di qualunque tipo si tratti, sicuramente più precoce è l’esordio della patologia, maggiori saranno i danni che subirà lo sviluppo linguistico del bambino.

DSA - Disturbi specifici dell'apprendimento

Dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia

Difficoltà cioè nell’apprendimento e nell’automatizzazione delle regole di lettura, regole ortografiche e dei processi legati alla scrittura e al calcolo.

I disturbi specifici dell’apprendimento sono:

dislessia (disturbo della lettura),

disortografia (disturbo dell’ortografia);

disgrafia (disturbo della scrittura);

discalculia (disturbo del calcolo);

Perché specifici? Perché come per i DSL, il danno e l’alterazione della funzione riguardano in maniera specifica e quindi isolata solo quella funzione e non sono determinati da patologie o quadri clinici più complessi.

Disturbi secondari dell'apprendimento

Derivano da deficit cognitivi, neurologici e sensoriali

Difficoltà nell’apprendimento della lettura, scrittura, ortografia e calcolo ma dovuti a deficit cognitivi, neurologici e sensoriali.

SPETTRO AUTISTICO

Difficoltà della comunicazione ascrivibili a disturbi generalizzati dello sviluppo

Avremmo potuto inserirlo nei disturbi secondari del linguaggio, in realtà il mondo dell’autismo e dei disturbi generalizzati dello sviluppo, costituisce un capitolo a sé(ecco perché viene definito spettro autistico), dove troviamo non solo, anche qui, deficit neurologici, cognitivi e sensoriali ma anche disturbi di natura psicomotoria, emotivo-relazionale e comunicativa più ad ampio raggio.

Disfluenze

Balbuzie & Co.

Si tratta di patologie che interferiscono con la normale e fisiologica fluenza del linguaggio orale, costituendo così un grosso handicap nella comunicazione e nella relazione del soggetto con gli altri e andando a minare molto spesso anche il senso di autostima del soggetto.

La più comune è la balbuzie.

Disturbi della deglutizione

Deglutizione deviata e disfagia

Si dividono in due grossi capitoli.

Il primo è il disturbo della deglutizione deviata, disturbo in cui il bambino ritarda nel passaggio da una deglutizione di tipo infantile a una di tipo adulta con tutta una serie di conseguenze ortodontiche e maxillo-facciale, legate cioè alla posizione dei denti e allo sviluppo armonico del sistema cranio-facciale.

Il secondo capitolo è un capitolo più vasto ed è costituito dalle disfagie.

La disfagia è un disturbo della deglutizione e può essere caratterizzato da quadri lievi fino ad arrivare a quadri estremamente gravi in cui il paziente rischia il soffocamento e non riesce a deglutire nemmeno la sua stessa saliva.

Da cosa ha origine questo disturbo? Può essere neurologico, quindi legato a eventi ischemici o patologie neurologiche degenerative del sistema nervoso centrale o da cause iatrogene(ad es. interventi chirurgici da asportazione di patologie tumorali, pensiamo alle laringectomie o alle tiroidectomie).

Con un buon trattamento logopedico si può ottenere una risoluzione completa della patologia o laddove impossibile, un buon compenso per una deglutizione sana e funzionale

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